“La Spiritualità delle mie Memorie” di Paola Edmea Isaja

Il mio incontro con Paola Edmea Isaja non è nato semplicemente per il suo libro, ma attraverso la sua voce.
Una voce che per me è arrivata da MGRadio, web radio di Capurso (BA) dove io stesso son stato precedentemente ospite nel programma letterario “Pickwick”.
Ad MGRadio la musica diventa racconto, le storie si condividono, e chi parla non recita, ma si espone liberamente.

È qui che “Edmea” (cantante, speaker, artista barese) conduce 3M, un programma che è un piccolo universo a sé. Il titolo è un acronimo che racchiude la natura della trasmissione: Misteri, Musica, Miti e Magia.
È un format che mescola elementi che, sulla carta, sembrerebbero distanti, ovvero il paranormale, l’occulto, l’esoterismo, la stregoneria, la musica, la voce.

Durante le dirette non si limita a parlare, ma anche a cantare: a cappella, senza basi, senza filtri. Le sue brevi performance vocali non sono intermezzi, ma parte del modo in cui lei comunica, ed io stesso le ho definite come dei gustosi cioccolatini. La regia è affidata al direttore della radio Mauro Mastrapasqua, con la sua mentalità aperta e la sua presenza fondamentale.

Edmea arriva alla radio con una formazione musicale che non è comune: ha studiato canto pop-rock all’Accademia Unika, ha approfondito il canto lirico al Conservatorio Niccolò Piccinni, e i suoi progetti spaziano dal symphonic metal al pop rock, fino a forme di lirico-sperimentale che rendono difficile incasellarla in un solo stile musicale.

È poliedrica, ma soprattutto è una persona che mostra di sé solo ciò che gli altri riescono a vedere, e non lo fa per strategia, in quanto è il suo modo naturale di essere. Lei espone ciò che sente, ma lo espone attraverso il filtro di chi la ascolta. E questo crea un effetto particolare: a volte appare autentica fino all’osso, a volte sembra amplificare, a volte sembra “mettersi in scena”. È un modo di essere che incuriosisce, spiazza, fa domandare cosa ci sia dietro quella presenza così intensa.

Ed è proprio questo che mi ha spinto a leggere il suo libro “La spiritualità delle mie memorie”, per comprendere meglio cosa c’è dietro la voce, dietro la presenza, dietro la persona che conosco solo tramite le dirette audio e video della radio.
Dopo vari miei interventi durante le sue dirette radiofoniche via messaggio scritto o vocale, da lei molto apprezzate nel suo programma, ci siamo sentiti successivamente in privato per programmare un incontro.

Il 7 giugno 2026 ci siamo incontrati dal vivo per la prima volta.
Lo scambio dei nostri libri è stato un passaggio di mondi; lei mi ha donato il suo “La spiritualità delle mie memorie”, io il mio “Cento Racconti + Uno”, il libro che ho scritto a quattro mani con la mia amica Maria Patavia.
Io e Paola abbiamo ovviamente due percorsi diversi, due modi di guardare la vita, con due sensibilità che però si riconoscono in virtù della nostra percezione spirituale.

Scambio libri fra “Il Divulgatore” e Edmea – 07/06/2026

Ho percepito in lei una sorta di sofferenza esistenziale, tipica di chi vede troppo “oltre il velo”, sia in radio che in persona. Ma nel nostro incontro le ho fatto notare quanto esattamente in quel momento, brillasse di luce propria. Ed è ciò che accade quando due spiriti affini si riconoscono.

Il suo libro non è un libro nel senso classico, perché è la sua voce che prende forma su carta, e lo afferma lei stessa nelle prime pagine. È un insieme di memorie raccolte in epoche diverse: quaderni dell’infanzia, appunti dell’adolescenza, riflessioni adulte, aggiunte dell’ultimo momento. E questa origine mista si vede: caratteri che cambiano, impaginazione a volte irregolare, salti temporali non levigati. Non perché non abbia avuto amore per il suo scritto, ma per rispettare la sincerità dei suoi pensieri nella cronologia esatta.
Per quanto a volte durante la lettura, abbia percepito del caos, mi son reso conto che effettivamente è proprio da lì che si può rasentare in taluni casi la perfezione.

La lettura è durata tre settimane, non perché non mi piacesse il libro, ma perché alcune pagine mi hanno costretto a fermarmi per somatizzare alcune situazioni in cui ha raccontato le sue sofferenze.
Ci sono stati momenti in cui ho trovato che la sua spiritualità corresse più veloce della mia, sfiorando quel confine sottile tra intuizione e immaginazione. Qualche pagina potrebbe indurre a dissentire chi sta leggendo, a volte si percepiscono quasi degli eccessi narrativi, quasi da superare la linea della credibilità inciampando nel fantastico. A volte pare che stia eccedendo molto con la fantasia, che ci sia una componente di scena, di posa, di amplificazione.
Però proprio quei punti surreali mi hanno obbligato a interrogare la mia spiritualità: “dove finisce ciò che io considero possibile? Dove inizia ciò che per lei è naturale?”

E lì ho compreso una cosa semplice: non devo credere a ciò che lei crede. Devo credere che lei ci crede, proprio perché abbiamo due modi differenti di percepire la spiritualità!

Questo libro, con tutte le sue imperfezioni, rappresenta Edmea esattamente com’è: diretta, impulsiva, frammentata, sincera. Chi l’ascolta in radio lo sa: Edmea non costruisce un personaggio, costruisce una presenza. A volte disordinata, a volte teatrale, a volte sorprendente. Il libro è la stessa cosa, solo in forma scritta.

Quando ci siamo scambiati i libri, ho sentito le nostre memorie riconoscersi e non per somiglianza, ma per onestà di parola. Perché entrambi nascono da un bisogno: lasciare traccia. Lei lo fa attraverso la spiritualità, io attraverso la narrativa. Due modi diversi di dire la stessa cosa: “questa è la mia voce”.

E forse è questo il punto: La spiritualità delle mie memorie non è un libro da giudicare. È un libro da attraversare, con lentezza, con distanza, con rispetto e con la consapevolezza che ogni memoria, quando diventa parola, porta con sé la verità di chi l’ha vissuta, non la verità di chi la legge.

Se siete curiosi di conoscere il mondo di Edmea, trovate il libro disponibile per l’acquisto, al link: La Spiritualità delle mie Memorie

Se vorrete entrare nel suo mondo, il libro vi aspetta.
Io ci sono già stato e questa è la traccia che ho scelto di lasciare.

Michelangelo Di Gennaro

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