“Ti prometto che…” di Stefania De Peppe

La prima volta che ho visto Stefania De Peppe risale al gennaio del 2005, durante il primo “Bee Hive Reunion Party” a Monza. Fu un evento atteso a lungo per gli amanti degli anni ’80, ed un ritrovo pieno di energia, di volti che non vedevi da anni, di ricordi che tornavano a galla appena entravi nella sala. Io ero lì per vedere per la prima volta di persona suo fratello Manuel (mio amico fraterno dal 2002) nonché batterista e fondatore dei Bee Hive Reunion, ed anche tutti gli altri membri della band, insieme a parte della produzione e del cast delle serie di “Licia e i Bee Hive”.
L’evento fu un grande raduno, condito di nostalgia, entusiasmo e un po’ di caos affettuoso. Ciò fu reso possibile anche grazie al sito dedicato alla band gestito da me che in quel periodo ottenne un grande riscontro da parte dei fans e contribuì in modo significativo a riaccendere l’interesse attorno al gruppo, convincendo Manuel a ricostituire la band nella nuova formazione.

Durante il party, a un certo punto vidi avvicinarsi una figura femminile con un sorriso smagliante, ovvero Stefania. Nonostante non ci fossimo mai parlati o visti, lei sapeva chi fossi io, grazie al legame che negli anni avevo costruito con suo fratello Manuel, ed io conoscevo lei di fama, grazie alla sua presenza televisiva ed anche per la sua voce come doppiatrice. Mai avrei immaginato che un giorno l’avrei incontrata per davvero.

Eppure, quando si avvicinò, non ci fu nulla di distante o formale. Si presentò a me con una naturalezza disarmante e con una gentilezza spontanea.
Notai immediatamente la sua presenza bellissima e luminosa, non solo nel senso estetico, ma in quel modo raro in cui alcune persone sembrano portare luce semplicemente stando lì. Parlando con lei apprezzai la sua calma e la sua dolcezza, percependo inoltre una vibrazione positiva che traspariva prima ancora di parlarle davvero.

Fu un incontro semplice, ma pieno di emozioni che mi restò nel cuore.

Negli anni successivi ho avuto modo di conoscerla davvero. Non la doppiatrice, non la voce famosa, non la figura pubblica, ma la vera persona.
Una donna bella in un modo che non ha nulla a che fare con lo specchio, ma bella nella presenza, nel modo in cui ascolta, nel modo in cui si muove nello spazio senza mai invaderlo. La sua voce, poi, ha un che di magico, ed ha una frequenza che ti mette a posto, che ti abbassa il battito, che ti riequilibra. Gliel’ho detto tante volte, sia di persona che al telefono, perché certe verità non vanno taciute.

L’ultima volta che l’ho vista è stato nell’aprile del 2019, ed è stato un incontro emotivamente toccante.

In quell’occasione mi ha raccontato tutta la storia dell’incidente, e non la versione filtrata, non quella “da libro”, ma quella vera, quella detta con le pause, con il fiato, con la lucidità di chi ha attraversato un dolore che non si può spiegare in poche parole. Prima di mostrarmi la gamba incidentata mi ha chiesto se fossi impressionabile. E lei, dopo la mia conferma a procedere, con la delicatezza che la contraddistingue, ha condiviso una parte di sé che non si mostra a tutti. È stato un momento di verità, di fiducia, di umanità pura.

Il libro “Ti prometto che…” è uscito nel 2024, ma io ho avuto modo di leggerlo solo ora, nel giugno del 2026. Credo sia stato meglio così, perché l’ho letto in un momento in cui avevo abbastanza distanza per accogliere tutto, ma anche abbastanza memoria per sentire la sua voce dentro ogni pagina.

Il libro non racconta la sua carriera, né come abbia iniziato a lavorare. Non è un’autobiografia professionale, non è un percorso di set, provini o ruoli. È un libro che parla del trauma, dell’incidente, della paura, della riabilitazione, della fragilità, della forza, della rinascita. Parla della sua interiorità, della sua sensibilità, del suo modo di stare al mondo. Parla di ciò che si spezza e di ciò che si ricostruisce. Parla di ciò che resta quando tutto il resto crolla.
“Ti prometto che…” è un libro che non si legge per capire, ma per riconoscersi.

La scrittura di Stefania è limpida, essenziale, senza artifici e non cerca di spiegare il dolore, ma lo attraversa.
Ogni pagina ha il passo di chi ha vissuto il dolore e ha imparato a starci dentro senza farsi inghiottire. È un testo che ti accompagna durante la lettura.
Chi lo legge non resta spettatore, ma diventa parte di quella promessa silenziosa di continuare, anche quando tutto sembra fermarsi.

Dentro il libro ci sono anche le sue poesie, scritte durante il periodo narrato nel libro, e si possono ascoltare con la sua voce grazie ai QR code che rimandano al sito della casa editrice che lo ha pubblicato, ovvero la Ducale Edizioni.
È un’esperienza che amplifica tutto: leggere i versi e poi sentirli detti da lei, con quella frequenza vocale morbida e calma che la contraddistingue, è come entrare per un attimo nel suo mondo interiore.

Leggere “Ti prometto che…” è stato un viaggio emotivo che non mi aspettavo.
Ho provato brividi, pianto, sofferenza, persino attacchi di panico in alcuni passaggi. Ma non ho mai vissuto quelle emozioni come un peso, le ho vissute come un dono. Perché la sua empatia, la sua calma, la gentilezza, la sua resilienza, si sono sommate ai miei sentimenti, creando un impatto emotivo che non dimenticherò mai.

Non è un libro sul dolore, ma sulla verità, sulla frattura che arriva quando meno te l’aspetti, sulla paura di non tornare più la stessa persona di prima, sulla forza che scopri solo quando non hai alternative e sulla rinascita che non è eroica, ma quotidiana.

Stefania non cerca pietà, non cerca applausi, non cerca effetto, ma racconta.
E lo fa con la stessa grazia con cui vive: senza urlare, senza drammatizzare, senza chiedere nulla, solo offrendo.

Per me, questo libro è stato di certo un incontro con la sua storia, ma anche con la mia sensibilità, con la mia capacità di sentire, con quella parte di me che riconosce la bellezza quando è vera.

Devo anche dire una cosa con sincerità: leggere la sua storia, conoscendo la donna che c’è dietro, ha amplificato tutto. L’amicizia, la stima, la memoria dei nostri incontri hanno reso ogni pagina più vicina, più viva, più mia.

Stefania è una donna che non fa rumore, ma fa luce.
E “Ti prometto che…” è esattamente questo: una luce che non abbaglia, ma accompagna.
È una promessa che non ha bisogno di essere completata, perché il senso è già tutto lì: continuare a vivere, anche quando la vita ti mette alla prova.

Se volete vivere anche voi le emozioni di questa storia, trovate il libro disponibile qui: https://www.edizioniducale.it/prodotto/ti-prometto-che/

Michelangelo Di Gennaro

2 risposte a ““Ti prometto che…” di Stefania De Peppe”

  1. Grazie infinite per queste parole così profonde, delicate e sentite, caro Michelangelo 🙏🏻♥️ mi hanno commossa. Grazie davvero…

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    1. Avatar Michelangelo Di Gennaro
      Michelangelo Di Gennaro

      Grazie a te per le emozioni ed il coraggio nel raccontare la tua verità, e per la bellezza che ci hai messo nelle tue parole nonostante la situazione.
      Ti abbraccio forte ❤️

      "Mi piace"

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