“Esserci” di Cinzia Cofano: un viaggio poetico tra vibrazioni affini

Ci sono incontri che accadono in silenzio, senza clamore, ma con una forza che riconosci subito. 
Con Cinzia Cofano è successo così: due autori che si conoscono da poche settimane, si parlano, si ascoltano, si ritrovano in un pensiero affine. 
Le nostre telefonate, le nostre parole, la naturalezza con cui le nostre sensibilità si sono intrecciate hanno reso lo scambio dei nostri libri qualcosa di più di un gesto cortese. 
È stato l’inizio di un dialogo.

“Esserci” è un libro di poesie che non si limita a essere letto, perché ti chiama dentro. 
E io ho risposto, condividendo per messaggio ed in tempo reale con l’autrice ogni vibrazione, ogni verso che mi attraversava, ogni immagine che mi restava addosso. 
Cinzia ha accolto tutto con stupore, emozione e meraviglia, dicendomi: 
“Sei il primo ad averlo vissuto così intensamente.”

Ho vissuto intensamente questo libro perché la poesia, per me, non è solo un testo, ma è anche un varco. 
È un luogo in cui l’anima si muove libera.

Ho attraversato poesie che parlavano di buio e di luce, di dualismo e di ricerca dell’equilibrio. 
Ho sentito la sete di bellezza che spinge oltre il gelo, oltre la tristezza, verso un infinito che si trova nei sentimenti puri.

Ho riconosciuto la risonanza in versi che parlano di tonalità affini, di anime che si accordano. 
Ho respirato nostalgia come fermo immagine dell’anima. 
Ho visto la rinascita iridescente che segue i giorni più neri.
Ho ritrovato le persone “casa”, quelle in cui il tempo si annulla e le anime comunicano libere. 
Ho riconosciuto l’amicizia come volo reciproco, come possibilità di sognare e di rialzarsi insieme.

E poi c’è stato un altro tipo di poesia, quella che parla dei luoghi intrisi di Storia. 
Quelli che non si limitano a esistere: evocano. 
A me questi luoghi solleticano l’immaginazione, mi aprono varchi, mi fanno viaggiare nel tempo. 
Non li guardo, ma li attraverso. 
Non li osservo, ma li sento. 
E ritrovare questa sensibilità nelle parole di Cinzia è stato come riconoscere una parte di me riflessa nei suoi versi.

Quando ho chiuso il libro, terminandone la lettura, ho sentito quella malinconia che arriva solo quando un viaggio è stato vero e intenso. 
La malinconia di chi ha camminato dentro le parole di un’altra persona e ne è uscito trasformato.

Perché sì, è vero: 
l’ho letto con gli occhi, ma l’ho visto col cuore e con la mente.

E questo libro di poesie, così vivo e così denso, mi ha acceso la capacità di vibrare, di lasciarmi attraversare, di riconoscere la Bellezza quando si manifesta in forma di verso, come non mi accadeva da tanto tempo!

Io e Cinzia ci conosciamo da poco, ma ci siamo riconosciuti subito. 
Abbiamo un pensiero affine, una vibrazione similare. 
E forse è per questo che “Esserci” non è stato solo un libro per me, perché è stato un incontro poetico.
Un incontro tra due modi di sentire. 
Tra due sensibilità che si accordano. 
Tra due anime che, per un tratto di strada, hanno camminato nella stessa direzione.

“Esserci” non è un libro di poesie da leggere. 
È un libro da attraversare, da sentire e da vivere.

E io l’ho fatto, con gratitudine, con stupore e con quella mia malinconia luminosa che arriva sempre quando un viaggio finisce, ma lascia dentro di me una nuova forma di luce.

Michelangelo Di Gennaro

2 risposte a ““Esserci” di Cinzia Cofano: un viaggio poetico tra vibrazioni affini”

  1. Bellissima recensione, da come l’hai descritto mi hai fatto venir voglia di leggerlo perché so che mi piacerebbe un sacco 🥹

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    1. Avatar Michelangelo Di Gennaro
      Michelangelo Di Gennaro

      Grazie Annu!
      Tu apprezzi maggiormente, perché sei fra le anime a me affini ❤️

      Piace a 1 persona

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