Quest’anno compio cinque anni da residente a Capurso e, nonostante le varie lamentele che a volte sento da alcuni Capursesi, io qui ho trovato qualcosa che altrove non avevo mai avuto: la mia tranquillità.
Una tranquillità che mi ha permesso di crescere, di ascoltarmi e perfino di espormi come autore di libri, cosa che forse non avrei mai fatto in un’altra realtà.
Bisogna avere il metro di paragone con altre città per capire davvero la bellezza che Capurso possiede e che offre in tutte le sue sfumature.
Per me Capurso è quiete nel cuore e Musa delle storie ed ogni volta che cammino nelle sue strade antiche, soprattutto nel Borgo, resto estasiato dalla sua storia, dalla sua semplicità e dalla sua autenticità.
Amo anche le sue chiese, ognuna con un’anima diversa.
E rimango sempre incantato dalla Chiesa della Madonna del Pozzo, un luogo che custodisce una spiritualità antica, quasi sospesa nel tempo.
Sono dettagli che, per chi arriva da fuori, fanno davvero la differenza.
Vorrei anche condividere un pensiero che nasce dalla mia esperienza personale, non da logiche politiche.
Non sto parlando del candidato Sindaco, ma dell’uomo Michele Laricchia come persona, non come figura elettorale.
Non scrivo queste parole per elogiare, ma perché credo che quando si vive una città e si incontrano persone che fanno la differenza, sia giusto dirlo con sincerità!
Il suo mandato è iniziato nel 2020, proprio mentre il Covid stava cambiando la vita di tutti. Per quasi due anni (tra restrizioni, chiusure, limitazioni agli spostamenti e uffici che lavoravano a ritmi ridotti) molte attività amministrative e numerosi cantieri non potevano procedere.
Fino al 2022 la pandemia ha condizionato ogni settore, compresa la possibilità di programmare interventi strutturali.
Questo ha inevitabilmente rallentato o rimandato lavori importanti, come:
– il percorso verso il completamento della metropolitana
– la ristrutturazione dell’ex Cinema Enal, destinato a diventare un nuovo spazio culturale per la città
Ed ovviamente ci sono anche altre zone e altri interventi che devono ancora essere sistemati.
Non è tutto “rose e fiori”, e lo so bene.
Ma so anche che in un Comune è necessario stabilire delle priorità, soprattutto quando le risorse sono limitate e gli imprevisti assorbono energie, tempo e fondi.
In questo quadro, è comprensibile che alcune persone abbiano frainteso il suo impegno nella cultura e nelle feste cittadine.
Michele Laricchia è sempre stato molto attivo in questo ambito, e qualcuno ha pensato che si trattasse di “distrazioni”.
In realtà, quegli eventi hanno avuto anche una funzione concreta, ovvero quella di generare movimento, turismo e nuove entrate, così da sostenere il bilancio comunale e creare le condizioni per investire in altre priorità della città.
In tutto questo, però, io ho visto soprattutto l’uomo.
Una persona che ha continuato a essere vicina alla gente, presente nei momenti difficili, disponibile all’ascolto e capace di mettere la sua umanità al primo posto, pur ricoprendo una carica che spesso impone distanza.
E questo calore umano l’ho ritrovato anche in altri membri della giunta comunale, come l’Assessore Giovanni Locorotondo e la consigliera Mariangela Giordano, che, con gentilezza e semplicità, mi hanno permesso di partecipare a diversi eventi culturali con le presentazioni dei miei libri.
Li ho conosciuti nel giugno 2022, quando, dopo aver chiesto un appuntamento, mi invitarono nella sala riunioni del Comune per parlare di iniziative culturali.
Mi accolsero in modo informale, amichevole, umano e questo, per me, ha fatto la differenza.
E parlando di cultura, non posso non citare la Biblioteca Comunale Giuseppe D’Addosio, una realtà viva, ricca di iniziative, capace di offrire molto più di tante altre biblioteche che ho conosciuto.
Eventi, incontri, attività che coinvolgono davvero la comunità e che rendono Capurso un luogo culturalmente fertile.
In questi giorni il sindaco Michele Laricchia ha annunciato la sua ricandidatura, ma ciò che scrivo non riguarda la campagna elettorale!
Riguarda la persona che ho conosciuto: un uomo che, nonostante tutto, ha cercato di mantenere un rapporto umano con la comunità e di portare avanti ciò che era possibile, in un periodo storico che ha messo in ginocchio il mondo intero.
Capurso merita dialogo, comprensione e uno sguardo più ampio.
E quando si osserva il quadro completo, spesso le cose assumono un senso diverso.

“Il Divulgatore di Poesie”


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